Quando un armatore deve scegliere il tessuto per un tendalino, una chiusura o una copertura nautica, spesso la domanda sembra semplice: meglio Tempotest o Sunbrella?
In realtà la domanda più importante viene prima: serve un tessuto acrilico idrorepellente e molto traspirante oppure un tessuto resinato/backcoated con una barriera all’acqua più marcata?
La differenza non è soltanto commerciale. Cambiano comportamento sotto pioggia battente, gestione della condensa, peso, mano del tessuto, cucibilità, stabilità e destinazione d’uso.

Acrilico tinto in massa: la base comune
Sia Tempotest Marine sia molte linee Sunbrella Marine sono realizzate in fibra acrilica tinta in massa. Il pigmento è incorporato nella fibra e non applicato soltanto superficialmente: questo contribuisce alla resistenza del colore sotto forte esposizione UV, una caratteristica particolarmente importante in Sardegna.
Ma da questa base comune possono nascere prodotti tecnicamente differenti. La costruzione del tessuto e soprattutto il trattamento del lato interno determinano quanto il materiale privilegi traspirabilità oppure resistenza alla penetrazione dell’acqua.
Idrorepellente non significa impermeabile
È una distinzione fondamentale. Un tessuto idrorepellente fa perlare l’acqua e ne limita l’assorbimento, ma sotto pressione prolungata o in presenza di ristagni può comportarsi diversamente da un tessuto progettato come impermeabile.
Per esempio, la scheda tecnica Parà di Tempotest Marine indica 100% acrilico outdoor tinto in massa, larghezza 152 cm e peso di circa 300 g/m². La voce “impermeabilità” è indicata come negativa, mentre il finissaggio HI-CLEAN riduce l’assorbimento dell’acqua e favorisce l’effetto perlante.
Il Tempotest Malmoe Resinato passa invece a circa 330 g/m² ed è dichiarato impermeabile. Parà lo propone specificamente per coperture totali o parziali e tendalini sottoposti a forti sollecitazioni.
Cosa cambia con la resinatura o il backcoating
Nel linguaggio di laboratorio e dei produttori possono essere utilizzati termini differenti — resinatura, coating, backcoating — ma per l’armatore il concetto pratico è semplice: sul retro del tessuto è presente uno strato che aumenta la resistenza alla penetrazione dell’acqua.
Questo porta diversi vantaggi:
- maggiore protezione nelle piogge persistenti;
- migliore comportamento quando la copertura è esposta direttamente all’acqua;
- riduzione del passaggio d’acqua attraverso la trama;
- maggiore sicurezza su coperture che restano montate per lunghi periodi.
Esiste però anche un rovescio della medaglia. Più si crea una barriera all’acqua, più diventa importante progettare correttamente ventilazione, pendenze e drenaggio. Un telo molto protettivo che chiude completamente un volume senza ricambio d’aria può favorire condensa e umidità interna.
Tempotest Marine: quando ha senso il non resinato
Tempotest Marine standard è interessante quando servono leggerezza, traspirabilità, buona stabilità e protezione dal sole senza trasformare il telo in una membrana fortemente impermeabile.
È una soluzione che può avere senso, in base al progetto, per:
- bimini e tendalini prevalentemente ombreggianti;
- coperture che lavorano con forte inclinazione e buon drenaggio;
- zone dove la ventilazione è una priorità;
- elementi che vengono montati e smontati frequentemente;
- applicazioni in cui si vuole limitare peso e rigidità.
Parà dichiara per la linea Marine una struttura progettata per resistere alle sollecitazioni in più direzioni e un finissaggio HI-CLEAN idrorepellente, oltre a resistenza a UV, salsedine e agenti atmosferici.
Tempotest Malmoe Resinato: quando serve più protezione dall’acqua
Malmoe Resinato nasce con una filosofia differente. È sempre un acrilico tinto in massa, ma con una costruzione destinata alle coperture dove la protezione dalla pioggia ha un peso maggiore.
La scheda tecnica attuale indica:
- 100% acrilico outdoor tinto in massa;
- 330 g/m² circa;
- larghezze 152 e 205 cm su parte della gamma;
- impermeabilità dichiarata;
- carico di rottura di circa 1700 N in ordito e 1100 N in trama;
- garanzia di 6 anni prevista dal produttore.
È quindi una scelta naturale per coperture totali, protezioni da ormeggio e chiusure che devono affrontare pioggia più impegnativa. In Sardegna questa caratteristica può diventare molto interessante quando la barca rimane esposta durante periodi di fermo e deve sopportare improvvisi cambiamenti meteorologici.
Sunbrella Marine e Sunbrella Plus: la stessa logica, due destinazioni diverse
Anche nella famiglia Sunbrella troviamo una distinzione simile.
Le tele Sunbrella Marine sono progettate per ambiente marino, con elevata resistenza ai raggi UV, muffe, sale e scolorimento. La linea Marine standard non utilizza il backcoating uretanico caratteristico della versione Plus e mantiene quindi un comportamento più orientato alla traspirabilità. Sunbrella indica per diverse referenze Marine una garanzia limitata di 10 anni.
Sunbrella Plus, invece, aggiunge sul retro un backcoating a base uretanica. Il produttore la definisce altamente idrorepellente e la indica per applicazioni marine che richiedono maggiore resistenza alla pioggia, come bimini, dodger e coperture.
Un Sunbrella Plus attuale ha larghezza tipica intorno ai 152 cm; a seconda della referenza e della scheda commerciale il peso è nell’ordine dei 320–330 g/m². Sunbrella indica un backcoating a base uretanica, protezione “highly water repellent” e una garanzia limitata di 5 anni per la linea Plus.
Resinato oppure no? Dipende da cosa deve fare davvero il telo
Una copertura non dovrebbe essere progettata partendo dal marchio del tessuto, ma dal suo compito.
| Uso | Caratteristica prioritaria | Tipo di tessuto generalmente più indicato |
|---|---|---|
| Bimini / ombreggiante | Traspirabilità, leggerezza, UV | Acrilico marine idrorepellente |
| Tendalino con forte pendenza | UV + pioggia occasionale + ventilazione | Marine standard o resinato secondo esposizione |
| Copertura totale da ormeggio | Protezione da pioggia persistente | Resinato / backcoated |
| Chiusura laterale | Equilibrio tra impermeabilità e ventilazione | Da definire sul progetto |
| Copertura quasi orizzontale | Impermeabilità e drenaggio | Resinato, ma con geometria corretta |
| Uso frequente / montaggio e smontaggio | Maneggevolezza e stabilità | Valutazione caso per caso |
Attenzione: neppure il miglior resinato corregge una copertura progettata male
Questo è uno degli aspetti più importanti. Se il telo crea una sacca d’acqua, se le pendenze sono insufficienti o se i fissaggi non distribuiscono correttamente la tensione, scegliere il tessuto più impermeabile disponibile non risolve il problema.
Al contrario, l’acqua accumulata aumenta il carico sul telo, sulle cuciture e sui punti di ancoraggio. Con vento forte la situazione può peggiorare ulteriormente.
Il materiale deve quindi lavorare insieme a:
- geometria della copertura;
- tensionamento;
- rinforzi;
- cerniere;
- fissaggi;
- pendenze;
- ventilazione;
- sistemi di drenaggio.
Quanto costano oggi questi tessuti?
Prezzi rilevati online a ottobre 2026, riferiti al solo tessuto al metro lineare e quindi non al prezzo di una copertura finita. Sono valori indicativi: colore, altezza del rotolo, disponibilità e quantità possono cambiare significativamente il prezzo.
| Tessuto | Prezzo retail osservato | Nota |
|---|---|---|
| Tempotest Malmoe Resinato | circa 31,90 €/m | Prezzo rilevato presso un rivenditore italiano, altezza 152 cm. |
| Sunbrella Marine | circa 49–69 €/m | Fascia retail osservata su rivenditori europei per altezza 152 cm; il prezzo cambia con colore e venditore. |
| Sunbrella Plus | circa 43–66 €/m | Fascia retail europea osservata; presso rivenditori italiani alcune referenze sono intorno a 60,40–64,88 €/m. |
| Tempotest Marine standard | variabile / spesso su richiesta | Non abbiamo trovato un listino retail pubblico sufficientemente uniforme da indicare un prezzo unico attendibile. |
Questi numeri sono utili per capire una cosa: il costo del tessuto è soltanto una parte del lavoro. In una copertura su misura incidono in modo importante rilievo a bordo, sagomatura, rinforzi, cerniere, bordature, fissaggi, Cristall quando previsto, cucitura e installazione.
In pratica: come leggere la scelta
Marine standard non significa “scarso contro l’acqua”: significa un tessuto nautico idrorepellente che privilegia anche traspirabilità e maneggevolezza. Resinato o Plus non significa automaticamente “migliore”: significa maggiore barriera all’acqua, utile soprattutto quando la copertura deve affrontare pioggia battente e permanenza all’esterno.
Su una barca la scelta corretta dipende quindi da quattro fattori: esposizione, inclinazione del telo, tempo di permanenza montato e ventilazione del volume protetto.
Quindi quale conviene scegliere?
Se l’obiettivo principale è creare ombra, favorire ventilazione e mantenere un telo più leggero, un buon acrilico marine idrorepellente può essere la scelta più equilibrata.
Se invece la copertura deve restare montata a lungo, proteggere la barca sotto precipitazioni intense o lavorare come vera chiusura esterna, una versione resinata o backcoated diventa spesso più adatta.
In Sardegna oggi questa valutazione è ancora più importante: sole e UV restano estremi, ma dobbiamo considerare anche maestralate molto forti e piogge concentrate. La scelta del tessuto va quindi fatta insieme alla progettazione di tensioni, fissaggi e drenaggio.
Non esiste il tessuto migliore in assoluto. Esiste il tessuto corretto per quella barca, quel tipo di copertura, quell’ormeggio e quel modo di utilizzarla.
FoderArt Nautica — scelta dei materiali e progettazione di tendalini, coperture e chiusure nautiche su misura in Sardegna.




