Quando si rifà una cuscineria nautica, la scelta del rivestimento è solo metà del lavoro. Sotto il vinile o il tessuto c’è l’elemento che determina davvero comfort, sostegno, drenaggio e durata: l’imbottitura.
Parlare genericamente di “gommapiuma” è però fuorviante. Una seduta interna, un prendisole esposto alla pioggia, uno schienale, un cuscino di pozzetto e una base utilizzata anche come gradino possono richiedere materiali completamente diversi.
In Sardegna la scelta è ancora più importante: sole intenso, temperature elevate, salsedine, lavaggi frequenti, condensa e improvvisi temporali mettono alla prova non soltanto il rivestimento esterno ma tutto il pacchetto del cuscino.

La prima cosa da chiarire: densità e durezza non sono la stessa cosa
È uno degli equivoci più frequenti. La densità indica quanta materia è presente in un determinato volume di schiuma e normalmente viene espressa in kg/m³. È un parametro collegato a peso, struttura e in molti casi durata nel tempo.
La durezza o portanza, invece, descrive quanto il materiale si oppone alla compressione. Viene misurata con prove di indentazione, spesso indicate come ILD o IFD.
Due schiume possono quindi avere densità simili ma risultare molto diverse quando ci si siede sopra. E, al contrario, due materiali con durezza simile possono avere densità e durata differenti.
Un esempio molto utile viene dalla famiglia Dryfeel. A seconda della versione, le densità dichiarate possono variare indicativamente da circa 21 a 34 kg/m³, mentre la resistenza all’indentazione al 40% cambia in modo molto più marcato.
| Tipo Dryfeel | Densità indicativa | ILD 40% | Comportamento |
|---|---|---|---|
| XS | 21–24 kg/m³ | 40–72 N | molto morbido |
| MS | 23–26 kg/m³ | 90–130 N | morbido |
| S | 31–34 kg/m³ | 140–220 N | medio |
| F | 28–32 kg/m³ | 240–360 N | più sostenuto |
Questo rende evidente perché scegliere un cuscino dicendo soltanto “voglio una densità 30” non basta.
Poliuretano a cellula aperta: la gommapiuma tradizionale
La maggior parte delle imbottiture classiche per sedute e schienali è costituita da schiuma poliuretanica a cellula aperta. Le celle comunicano tra loro e il materiale è elastico, confortevole e disponibile in numerosissime densità e portanze.
Per dinette, cabine e sedute interne asciutte rimane spesso la soluzione più razionale, soprattutto quando si utilizzano qualità ad alta densità o ad alta resilienza.
Il vantaggio principale è la possibilità di calibrare molto bene il comfort: una seduta può avere una schiuma più sostenuta, mentre lo schienale può utilizzare una portanza inferiore.
Il limite è l’acqua. Una schiuma poliuretanica tradizionale può assorbire e trattenere molta umidità. Se viene utilizzata in esterno senza una costruzione corretta del cuscino può comportarsi come una spugna, con tempi di asciugatura lunghi e maggior rischio di cattivi odori e muffe.
Dryfeel, Dry Fast ed EZ-Dri: cosa significa davvero “gommapiuma drenante”
Le schiume drenanti utilizzate nella nautica sono normalmente poliuretani reticolati a cellula completamente aperta. Durante la produzione le membrane tra le celle vengono eliminate quasi completamente, lasciando una struttura molto porosa.
L’acqua non deve quindi attraversare lentamente una schiuma piena di piccole celle: entra da un lato e può uscire rapidamente dall’altro.
Nomi come Dryfeel, Dry Fast, Dri-Fast o EZ-Dri possono identificare prodotti o famiglie commerciali differenti, ma il principio tecnico è simile: grandi celle aperte, elevato passaggio d’aria e rapido drenaggio.
Nella progettazione FoderArt utilizziamo il principio delle schiume reticolate proprio nelle applicazioni in cui l’acqua deve attraversare rapidamente l’imbottitura invece di rimanere intrappolata: cuscini esterni, sedute di pozzetto e altre zone esposte.
Dryfeel: qualche numero per capire il materiale
Una versione molto diffusa di Dryfeel presenta, secondo la scheda tecnica, una densità di circa 31–34 kg/m³, resistenza all’indentazione al 40% di 140–220 N e celle dell’ordine di 2.500–3.500 micron.
È inoltre progettata per applicazioni esterne e nautiche e trattata contro batteri e funghi.
La dimensione delle celle è importante: più la struttura è aperta, più facilmente acqua e aria possono attraversare il cuscino.
Ma una schiuma drenante non basta da sola
Questo è probabilmente il punto più importante dell’intera guida.
Mettere Dryfeel all’interno di un cuscino completamente chiuso e senza via di uscita per l’acqua significa sprecare buona parte del vantaggio del materiale.
Perché una cuscineria drenante funzioni realmente servono:
- una parte inferiore che permetta il passaggio dell’acqua;
- rete o tessuto tecnico traspirante dove possibile;
- fori di drenaggio se il fondo è rigido;
- spazio per la circolazione dell’aria;
- assenza di punti in cui l’acqua possa restare intrappolata.
Per questo, nei progetti FoderArt, quando serve un vero drenaggio valutiamo anche fondi in mesh o materiali traspiranti, così l’acqua può uscire e l’aria può circolare più facilmente.
Cellula chiusa: l’acqua non entra, ma cambia completamente il comfort
Nelle schiume a cellula chiusa ogni cella è separata da quelle vicine. L’acqua non attraversa il materiale e l’assorbimento è molto ridotto.
Queste schiume sono generalmente più dense e più rigide delle normali schiume poliuretaniche da seduta. In nautica vengono utilizzate per:
- imbottiture sottili;
- zone molto esposte all’acqua;
- strati inferiori di supporto;
- sedute utilizzate anche come gradino;
- applicazioni dove serve galleggiabilità;
- protezioni e imbottiture strutturali.
Il grande vantaggio è evidente: non possono riempirsi d’acqua come una spugna.
Il limite è il comfort. Nella pratica, il closed-cell utilizzato da solo può risultare molto più rigido del poliuretano e non è necessariamente la scelta migliore per una seduta spessa su cui trascorrere ore.
EVA: è una cellula chiusa, ma non è “la gommapiuma universale”
L’EVA, etilene-vinil acetato, è una famiglia di schiume a cellula chiusa molto utilizzata in ambiente nautico. È resistente all’acqua, leggera e può essere prodotta con diverse densità e durezze.
È il materiale che troviamo spesso nei rivestimenti morbidi dei ponti, nei tappetini antiscivolo e in numerose protezioni sagomate.
Nelle versioni per decking nautico le densità possono essere molto superiori a quelle delle schiume da seduta tradizionali: valori dell’ordine di 140–180 kg/m³ e durezze intorno a 50–70 Shore C sono comuni in quel tipo di applicazione.
Questo fa capire quanto sia sbagliato confrontare un EVA da decking con una gommapiuma per sedute utilizzando soltanto la parola “densità”. Sono materiali costruiti per funzioni differenti.
Per la tappezzeria, l’EVA può essere molto utile come strato sottile, supporto, protezione o componente di una costruzione multistrato; molto meno logico è pensare che debba sostituire sempre l’intera imbottitura di un prendisole o di una seduta confortevole.
La soluzione migliore può essere un sandwich di materiali
Molti cuscini nautici di livello elevato non sono costituiti da un solo blocco.
Si possono combinare, ad esempio:
- uno strato più sostenuto nella parte inferiore;
- uno strato più confortevole nella parte superiore;
- Dryfeel per migliorare drenaggio e ventilazione;
- un sottile strato di cellula chiusa per supporto e isolamento.
Su alcune costruzioni professionali viene utilizzato uno strato di schiuma reticolata insieme a poliuretano antimicrobico. In altri casi si abbina Dry Fast a un sottile strato di cellula chiusa; se quest’ultimo si trova sotto al materiale drenante, deve però essere opportunamente forato per non bloccare l’acqua.
Il concetto corretto non è quindi “mescolare più materiali possibile”, ma assegnare a ogni strato una funzione precisa.
Prendisole esterno: cosa scegliere?
Un prendisole in Sardegna è sottoposto a temperature elevate e può ricevere acqua da pioggia, spruzzi o lavaggi.
Se il cuscino rimane stabilmente all’esterno e può bagnarsi frequentemente, una schiuma reticolata è particolarmente interessante. Tuttavia bisogna verificare che il fondo permetta realmente il drenaggio.
Se il prendisole viene normalmente rimosso e ricoverato, oppure è protetto da una copertura molto efficace, può essere possibile utilizzare una schiuma poliuretanica ad alta qualità privilegiando comfort e durata meccanica.
La scelta dipende quindi dal modo in cui il proprietario utilizza realmente la barca.
Sedute di pozzetto
Le sedute di pozzetto sono uno degli impieghi più naturali per Dryfeel o altre schiume reticolate.
Sono vicine all’acqua, vengono lavate frequentemente e possono rimanere umide per molte ore. Una costruzione con schiuma drenante e fondo traspirante permette di ridurre drasticamente il ristagno.
Su sedute che devono sopportare anche carichi elevati o che vengono utilizzate come punto di salita può essere utile prevedere una base più sostenuta o uno strato a cellula chiusa.
Schienali: non hanno le stesse esigenze della seduta
Uno schienale non riceve lo stesso carico verticale di una seduta. Può quindi utilizzare una schiuma più morbida e avvolgente.
Questo è un altro motivo per cui non ha senso utilizzare la stessa densità e la stessa portanza ovunque. Copiare semplicemente l’imbottitura della seduta nello schienale può produrre un risultato troppo rigido.
Posto guida e bolster
Il posto guida deve sostenere bene il corpo anche quando la barca naviga con mare formato. Una schiuma troppo morbida può far arrivare rapidamente il corpo sul fondo del cuscino; una schiuma eccessivamente rigida trasmette invece maggiormente gli urti.
Qui una costruzione multistrato è spesso più efficace: base sostenuta e parte superiore più resiliente.
Nei bolster sottili, dove lo spessore disponibile è ridotto, una schiuma più sostenuta o una componente a cellula chiusa può avere maggiore senso rispetto a una gommapiuma molto morbida.
Dinette e interni
Negli interni asciutti il problema principale non è il drenaggio ma il comfort nel lungo periodo.
Una schiuma poliuretanica ad alta densità o HR può offrire maggiore durata e resilienza rispetto a una schiuma economica. Per barche utilizzate frequentemente o per dinette che diventano cuccette conviene considerare anche la resistenza alla compressione nel tempo.
Se però sotto il cuscino si crea spesso condensa, può essere utile aggiungere un materassino di ventilazione o utilizzare materiali più traspiranti.
Cuccette e materassi: comfort e umidità devono convivere
Su una cuccetta non sempre una schiuma drenante è automaticamente la scelta migliore. Se l’uso è quotidiano, un poliuretano HR di qualità può offrire maggiore durata e comfort.
Se invece la cabina è molto umida o soggetta a condensa, una schiuma reticolata o uno strato di ventilazione sotto al materasso può avere un vantaggio importante.
La scelta deve quindi partire da due domande: quanto viene utilizzato il letto e quanta umidità rimane sotto il materasso?
Barche da pesca: lavaggi e praticità cambiano la scelta
Sulle barche utilizzate frequentemente per la pesca sportiva, dove il pozzetto viene lavato spesso, una cuscineria drenante può essere particolarmente utile.
Ne abbiamo parlato anche nella nostra guida alle barche da pesca sportiva in Sardegna: in questo tipo di utilizzo la capacità di pulire e asciugare rapidamente spesso vale più di una costruzione molto decorativa.
La tabella pratica: quale imbottitura scegliere?
| Applicazione | Soluzione generalmente indicata | Priorità |
|---|---|---|
| Dinette interna asciutta | PU alta densità / HR | comfort e durata |
| Schienale interno | PU più morbido | accoglienza |
| Seduta pozzetto esterna | Dryfeel / Dry Fast | drenaggio e ventilazione |
| Prendisole esterno | Dryfeel o costruzione ibrida | comfort + gestione acqua |
| Bolster sottile | PU sostenuto / closed cell / ibrido | supporto in poco spessore |
| Zona usata come gradino | closed cell o base molto sostenuta | stabilità |
| Cuscino galleggiante | closed cell specifico | galleggiabilità |
| Cuccetta in cabina umida | Dryfeel o ventilazione sotto materasso | controllo condensa |
| Deck pad / pavimentazione morbida | EVA marine closed cell | grip, acqua, usura |
La tabella è orientativa: spessore, geometria, peso dell’utilizzatore, tipo di rivestimento e utilizzo reale possono modificare completamente la scelta.
Tre errori che vediamo spesso
1. Scegliere solo in base alla densità
Una densità maggiore non garantisce automaticamente una seduta più dura o più comoda. Bisogna conoscere anche portanza, resilienza e struttura cellulare.
2. Usare Dryfeel dentro un cuscino che non può drenare
Se l’acqua attraversa la schiuma ma poi resta bloccata nel fondo, il vantaggio del materiale viene ridotto.
3. Pensare che la cellula chiusa sia sempre superiore
Non assorbe acqua, ma può risultare troppo rigida e poco confortevole se utilizzata come unica imbottitura di una seduta spessa.
Quando conviene sostituire la vecchia gommapiuma?
Se l’imbottitura ha perso resilienza, rimane schiacciata, ha odore persistente, trattiene acqua o presenta zone disgregate, spesso non vale la pena conservare il vecchio materiale durante un refit.
Abbiamo approfondito questo tema nella guida quando sostituire realmente la gommapiuma nautica.
In Sardegna scegliamo l’imbottitura partendo dall’uso reale
Una barca che rimane all’aperto tutto l’anno a Cagliari non ha le stesse esigenze di una barca rimessata al coperto. Un prendisole che viene lasciato montato non ha le stesse esigenze di un cuscino che il proprietario ripone dopo ogni uscita.
Per questo, durante un refit FoderArt valutiamo non soltanto la misura del cuscino ma:
- posizione a bordo;
- quantità di acqua che può ricevere;
- possibilità di drenaggio;
- spessore disponibile;
- uso come seduta, schienale, letto o gradino;
- frequenza di utilizzo;
- peso e comfort richiesto dal cliente;
- tipo di rivestimento esterno;
- modo in cui la barca viene coperta o rimessata.
La migliore imbottitura nautica non è quella con il nome più tecnico o la densità più alta: è quella che lavora correttamente all’interno di quel cuscino, su quella barca e in quelle condizioni.
FoderArt Nautica — cuscineria, prendisole e tappezzeria nautica su misura in Sardegna, con sopralluoghi nell’area di Cagliari e provincia.




